È notizia di pochi giorni fa’ (24 luglio 2009) la ripresa dell’indice Ifo Business Climate in Germania. L’indice, che misura il sentimento economico attuale e le aspettative che gli operatori economici (essenzialmente impre
se manifatturiere) hanno sul futuro andamento dell’economia, si è attestato a luglio ad un valore di 90,4. Esso rappresenta il valore più alto dal luglio dello scorso anno, ed è un’ottima notizia per l’economia europea. Infatti, l’indice Ifo (cfr. immagine, tratta da www.cesifo-group.de), misurando le aspettative che le imprese hanno nei confronti del futuro (e quindi la fiducia nel futuro) è un ottimo indicatore economico. Inoltre, la Germania resta la locomotiva economica (e non…) dell’Unione Europea ed è essenziale che la ripresa economica e della fiducia cominci almeno in questo grande Stato europeo.
Al contrario, la più grande economia europea fuori dall’unione monetaria, il Regno Unito, oggi ha collezionato un altro valore economico negativo. La crescita trimestrale del PIL si attesta a -5,6% annualizzato, ed è la riduzione più ampia dalla crisi del 1929. IL dato congiunturale è di -0,8%. Non proprio notizie rallegranti per l’economia inglese.
Per concludere, è prevedibile che l’intera economia dell’area euro riesca ad uscire dalla depressione nello stesso periodo, seguendo un ciclo economico correlato positivamente a quello tedesco. Lo stesso non posso dire del Regno Unito il quale segue un ciclo economico diverso, a volte anche non proprio convergente con quello del resto del continente.
Veniamo ora alle notizie economiche rilevanti della settimana.
Il Governo incassa la fiducia al decreto anticrisi, in cui è contenuto un provvedimento che farebbe rabbrividire anche un liberista doc come Milton Friedman nella tomba. Il provvedimento prevede che siano tassate le riserve auree della Banca d’Italia, istituzione indipendente e semipubblica. La legge metterebbe, come la Banca Centrale Europea afferma, a dura prova l’indipendenza della banca. Inoltre, come se non bastasse, violerebbe il Tratta di Maastricht, nel quale vi è fatto espresso divieto ad ogni stato membro dell’Unione di farsi finanziare in qualsiasi modo dalla propria banca centrale.
California, il parlamento statale approva tagli al bilancio. Il parlamento della California ha approvato un piano radicale di riduzione della spesa pubblica dello stato più popoloso degli Usa minacciato di fallimento dopo aver accumulato un deficit di 26 miliardi di dollari. L’accordo, votato al Senato e poi alla Camera, prevede 15 miliardi di tagli a servizi tra cui alla scuola e alla sanità pubblica, 1,7 miliardi di dollari in nuovi introiti e parecchi miliardi di dollari in manovre di bilancio.
Simone Bonalberti

